SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO E CONNESSIONI

La nostra ambizione, l’ambizione di Volt. È quella di rompere una narrazione fatalistica e rassegnata della Lucania, stimolando tutta la comunità (cittadini, imprese, istituzioni) a progettare un futuro di protagonismo (geopolitico, economico e sociale), per costruire, valorizzare e comunicare una nuova idea della nostra regione.

Il futuro è anzitutto una costruzione culturale e il futuro di un territorio è sempre più l’esito dell’investimento sulle persone che lo abitano. Questa è la nostra priorità anche per generare lavoro nuovo e lavoro buono, investendo in servizi e in nuove politiche attive del lavoro, in percorsi coerenti con le specializzazioni del territorio e con le trasformazioni sempre in atto a livello globale, e in armonia con il sistema produttivo locale.

Nella nostra regione coesistono filiere produttive tradizionali (automotive, energia, turismo, agroindustria, costruzioni, ecc.) e settori giovani in crescita (chimica verde, ICT, meccanica, ecc). Tutti, indistintamente, hanno bisogno di politiche pubbliche, anche regionali, che ne facilitino lo sviluppo e non l’ostacolino. Ci si riferisce alla riduzione del carico fiscale, all’attivazione di strumenti a favore di investimenti privati, della ricerca e dell’innovazione, dell’internazionalizzazione, della liquidità e dell’accesso al credito, alla semplificazione e sburocratizzazione, al miglioramento dell’efficienza del sistema pubblico, compresi gli enti strumentali sub-regionali. A queste politiche volte a creare un habitat favorevole all’intrapresa economica, si aggiungono quelle rivolte al territorio, vale a dire la bonifica dei siti di interesse nazionale, gli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico, le infrastrutture della mobilità.

Economia arancione e zone economiche speciali per la Basilicata che chiude bottega

Nella Basilicata in via di estinzione, insieme agli abitanti scompaiono anche i negozi e le botteghe. Negli ultimi 10 anni sono scomparsi 2000 artigiani su 14.000: – 14%! Con gli artigiani, si dissolvono tradizioni secolari ed esperienze preziose. Stanno scomparendo falegnami, restauratori, fabbri, calzolai, ma anche riparatori di elettrodomestici, orologiai e ricamatrici. E’ il prezzo dell’usa e getta. Stiamo gettando via non solo oggetti, ma anche professioni che erano arte e storia della società e che hanno disegnato le nostre città.

E invece, l’artigianato soprattutto in Basilicata per le sue peculiarità, può vivere una nuova stagione grazie alla cosiddetta orange economy e alla Zes, un’area geograficamente delimitata con incentivi specifici per le attività commerciali e produttive: esenzioni fiscali e semplificazioni amministrative.

I modelli di Zes sperimentati a livello internazionale attraverso l’introduzione di agevolazioni e incentivi per la cosiddetta orange economy, hanno dimostrato che nell’era della rivoluzione digitale e dell’economia della conoscenza, la cultura rappresenta l’infrastruttura strategica intorno alla quale costruire politiche lo sviluppo. Il territorio lucano può vantare un primato fatto di patrimonio storico, archeologico e culturale, difficile da insidiare e che pertanto costituisce un vantaggio competitivo fondamentale nel capitalismo culturale: il territorio e il genius loci conferiscono ad ogni prodotto una storia, una caratteristica specifica, un senso che non possono essere imitati in altri mercati. La Zes deve essere l’occasione per riconoscere e valorizzare anche l’artigianato, comprenderne che esso rappresenta posti di lavoro, impatto economico, con ricadute positive anche in termini di coesione sociale, di rigenerazione urbana, di turismo e di investimenti.

Attività turistiche e promozione del territorio

Il Turismo dovrà assumere rilevanza strategica nel piano di sviluppo economico della Regione che con la sua vastità di paesaggi, culture, microclimi offre una grande risorsa da valorizzare.

E’ necessario sviluppare una strategia turistica che rappresenti uno dei principali presidi economici della Regione, dove lo sviluppo non sia in contrasto, ma anzi favorisca la bellezza, la fruibilità, la vitalità del territorio sia in senso paesaggistico che culturale.

La pubblica amministrazione deve adoperarsi per favorire la collaborazione fra gli attori pubblici e privati, favorendo e coordinando iniziative che non piombino dall’alto, ma stimolino la partecipazione dei comuni, delle aziende e delle associazioni. La parola d’ordine è: valorizzazione delle forze vive della popolazione, della cultura e della natura.

L’.amore per un territorio, la voglia di venire a passarci del tempo, non può nascere da eventi sporadici, ma da una diffusa cultura del benessere psicologico, fisico, sociale, ecologico, spirituale. Tale condizione inevitabilmente attrae un turismo sostenibile.

Lo sviluppo turistico, al pari di quello per le imprese del settore, dovrà essere supportato da un piano a media-lunga scadenza, con una un chiara strategia e una attenta programmazione degli interventi. Il rapporto tra Regione e operatori privati diventa essenziale, in quanto senza una offerta di servizi di base competitivi e all’altezza della domanda, ogni promozione o ogni valorizzazione, rischia di essere inutile.

Le proposte di Volt:

– Favorire la localizzazione di attività tradizionali ed artigiani e dei loro punti vendita integrandole alle strutture turistiche principali;

– promuovere con specifiche linee contributive progetti innovativi volti a favorire il turismo sostenibile, declinato nei diversi aspetti

– miglioramento della qualità della vita dei residenti e dei lavoratori del turismo,

– Destagionalizzazione,

– Conservazione attiva del patrimonio culturale,

– Riduzione ed ottimizzazione delle risorse naturali con particolare riferimento all’acqua e del con sumo di energia,

– Riduzione dei rifiuti;

– Riformare dell’Azienda di Promozione Turistica al fine di incrementarne efficienza, capacità progettuale, puntando fortemente sulla diversificazione e la specializzazione dell’offerta

La Basilicata nell’Euromediterraneo

Con il Mediterraneo, la Basilicata (e il Sud Italia) condivide non solo il mare inteso geograficamente, ma interessi strategici fondamentali su temi chiave per il nostro futuro (energia, difesa e sicurezza, flussi migratori e commerciali, solo per citarne alcuni). È in questa cornice che ne vanno inquadrate le visioni di sviluppo, mantenendo ben salda la nostra connessione e radice con l’Europa. La strategia è quella di una nuova visione e agenda di sviluppo e di crescita: da regione fanalino di coda d’Europa a snodo strategico e piattaforma di connessione per l’Europa nell’area del Mediterraneo.

Agricoltura e forestazione

L’attività agricola sostenibile e biologica è la forma più adatta di promozione e tutela del notevole patrimonio agronomico, con evidenti risvolti positivi sia sotto il profilo commerciale che turistico.

Le proposte di Volt:

– Recuperare i terreni abbandonati attraverso la creazione della “banca della terra”, con il conferimento dei terreni incolti o abbandonati attualmente di proprietà dei Comuni o del Demanio, nonché di terreni privati attraverso il conferimento volontario agevolato e vincolato;

– Emanare strumenti di pianificazione e programmazione regionale con regole certe che tutelino le aree agricole destinate a prodotti biologici, DOP e IGP, vietando sia l’utilizzo di prodotti fitosanitari;

– Favorire una visione d’insieme tra agricoltura, artigianato, turismo e piccole e medie imprese seguendo l’esempio degli Stati confinanti, affinché si creino condizioni per uno sviluppo sinergico dell’intero settore, anche attraverso l’istituzione di nuovi marchi di tipicità legati al territorio, contraddistinti da un insieme di offerte turistiche, culturali gastronomiche, artigianali e di ospitalità che rispecchiano la specificità di quel territorio;

– tutelare le produzioni di eccellenza del nostro territorio dai meccanismi di mercato;

– Riformare il sistema dei controlli e delle procedure burocratiche che portano gli imprenditori agricoli a passare più ore per uffici che in azienda;

– Orientamento dell’agricoltura verso colture che meglio si adattano al clima, limitando lo sperpero di acqua per l’irrigazione, specie in aree permeabili e non adatte a coltivazione.

– Realizzare una filiera della canapa industriale in Basilicata;

– Promuovere iniziative informative sulla conduzione dei fondi più economica e rispettosa dell’ambiente;

– Avviare un progetto regionale in collaborazione con i Comuni affinché le scuole primarie e secondarie nelle città e nei paesi si dotino di un orto urbano in campo o in serra;

Forestazione

La Basilicata è tra le regioni più boschive d’Italia. La superficie forestale della Basilicata, secondo la Carta Forestale, è pari 355.409 ettari, occupa oltre un terzo della superficie totale regionale e costituisce il 4 per cento della superficie forestale di tutta Italia; con un coefficiente di boscosità del 42 per cento rispetto al suo territorio complessivo (nelle aree interne, il coefficiente di boscosità arriva al 75 per cento).

Volt ha un progetto per mettere radici nel futuro, migliorando la qualità delle produzioni forestali e l’efficienza delle filiere foresta-legno e foresta-energia, così come è peraltro prevede la Strategia Forestale Europea. I settori forestale, ambientale e agroalimentare devono rappresentare una leva determinante per creare nuova e buona occupazione, a partire dal ruolo che esercita nella prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi e nello sviluppo sostenibile delle aree interne e montane. Puntare sulla certificazione dei boschi sulla filiera del legno, per produrre ricchezza con la bio-economia, con l’industria manifatturiera di trasformazione, per sviluppare il turismo.

Il Pnrr dedica 880 milioni di euro al sistema irriguo e ai boschi, fondi che se ben utilizzati potrebbero diventare investimenti moltiplicatori in grado di creare sviluppo e occupazione, connettendo le comunità montane con infrastrutture materiali e digitali, con una fiscalità di vantaggio per famiglie e imprese delle aree montane, finanziando i cantieri forestali in modo strutturale, con la salvaguardia della salute e della sicurezza in tutti i cantieri forestali, con un presidio umano costante delle aree rurali e riqualificando il lavoro e le competenze all’uso delle nuove tecnologie. La Basilicata deve dotarsi di un piano decennale per la forestazione, prevedendo assunzioni che portino qualità all’interno del comparto, figure professionali altamente specializzate: agronomi, biologi, dottori in scienze forestali, geologi, oltre alle operaie e agli operai da sempre impegnati nei cantieri.

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