TORNARE GIOVANI

Università. A fronte del progressivo e allarmante spopolamento che allontana dalla Basilicata soprattutto i più giovani, Volt propone un Piano per invertire il trend, offrendo opportunità ai ragazzi per studiare in Basilicata e facendo arrivare in regione 30 mila ragazzi da tutta Italia, dall’Europa e da ogni parte del mondo, e dando la possibilità ai ragazzi lucani di tornare. Si tratta del più grande investimento italiano per una università per portare dagli attuali 7.000 studenti iscritti all’Unibas, a 21.000 studenti universitari in tre anni (un numero in grado di assorbire anche lo spopolamento, che nel 2022 è stato di 3.660 residenti in meno). Fino ad arrivare nei prossimi 5 anni a 30.000 studenti universitari. Il Piano prevede di aumentare da 14 a 50 milioni di euro l’anno il contributo regionale, che farebbe aumentare anche la quota di contributi privati e statali. Attraverso queste risorse, è possibile azzerare le tasse universitarie, potenziare i corsi di laurea (anche con corsi internazionali condivisi), potenziare il corpo docente e i servizi: i trasporti, ma soprattutto gli alloggi per gli studenti con canoni di locazione calmierati.

Scuola e formazione

La nostra priorità è quella di ridare centralità al ruolo della scuola attraverso proposte innovative per fare della Basilicata un territorio avanzato sul piano dell’educazione e della conoscenza, per cogliere le opportunità dei cambiamenti nel mondo globale e nell’era digitale, per assicurare a tutte le persone, nessuno escluso, il diritto di accedere in modo critico alle informazioni; di partecipare alle scelte della collettività e contribuire ai processi decisionali; di usufruire dei servizi ed entrare in un mercato del lavoro in costante evoluzione. L’educazione e la formazione sono la leva più forte per contrastare la marginalità sociale e il lavoro dequalificato, precario e mal retribuito; per ridurre le disuguaglianze e per garantire mobilità e coesione sociale; per accrescere la competitività e l’attrattività della nostra regione; per non subire il cambiamento,ma per determinarlo.

Le proposte di Volt:

– Nido gratuito senza più liste d’attesa. Un diritto educativo per tutti i bambini e le bambine lucani da realizzare attraverso un grande investimento sulle persone e sulle famiglie. Una scelta che risponde alla necessità di migliorare l’offerta di servizi in favore delle giovani coppie, incidendo altresì sull’occupazione femminile e sulla natalità, attraverso un piano di ampliamento dei servizi e degli spazi educativi.

– Previsione di un incremento dei fondi regionali POF, progetti speciali e incremento di docenti di sostegno;

– Promuovere l’aumento delle ore di studio per le lingue straniere sin dalla prima infanzia, nonché delle ore per attività sportiva, musica, arte e di tutti i percorsi formativi indirizzati alla conoscenza dell’ambiente (ad esempio per l’attività motoria, è possibile partecipare con un progetto regionale ai bandi Erasmus Sport 2020, finalizzato ad incrementare le ore di attività nelle scuole mediante personale qualificato);

– sostegno a progetti che coinvolgano e mettano a confronto diverse generazioni o facciano conoscere abilità, giochi e mestieri di cui si sta perdendo memoria culturale;

– sostegno ad equipe territoriali di supporto alla docenza (psicologi e pedagogisti)

– Garantire l’accesso gratuito ad internet in tutte le scuole, biblioteche digitali e l’accesso allo studio anche nelle situazioni più disagiate attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie;

– Promuovere l’istituzione di nuove scuole serali in e-learning;

– Miglioramento delI’ “Alternanza scuola-lavoro” attraverso un controllo più stringente sull’effettiva formazione dell’esperienza;

– aumento dei fondi per l’edilizia scolastica e riorganizzare le strutture residenziali esistenti per studenti, sia pubbliche che private in modo razionale e rispondente alle esigenze degli studenti;

La riqualificazione professionale

La riqualificazione professionale è oggi una delle sfide più importanti per la salvaguardia e l’incremento dell’occupazione. Tra gli obiettivi che ci proponiamo vi è quello di favorire il riconoscimento effettivo delle competenze professionali, formali e non, da parte del mondo del lavoro. Perché ciò avvenga sarà neces­ sario un sistema di verifica e misurazione delle competenze professionali attuato in collaborazione con le imprese, istituzioni scolastiche e sindacati.

Le nostre proposte

– Mantenere attiva un’offerta di corsi gratuita o a basso costo con catalogo unico regionale di corsi di aggiornamento offerto a tutti i cittadini: studenti, inoccupati, disoccupati, immigrati, pensionati, fasce svantaggiate, lavoratori in mobilita o CIGS;

– Garantire un costante rapporto sinergico con le aziende della regione e del loro coinvolgimento nella formazione e riqualificazione professionale;

– Migliorare l’offerta in base alla puntuale verifica dei risultati ottenuti attraverso report costanti sul coinvolgimento delle aziende e della coincidenza tra offerta e domanda di lavoro;

Istituire un sistema di programmazione regionale dei fondi interprofessionali, con uno specifi­co capitolo formativo all’interno del catalogo regionale della formazione, rivolto agli occupati delle imprese PMI o artigiane, garantendo a costoro la possibilità di sfruttare opportunità formative che altrimenti vengono loro spesso precluse.

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