UNA COMUNITA’ IN SALUTE

La sanità lucana sta attraversando una crisi di una portata che non ha precedenti. La Regione ha messo in atto una progressiva riduzione delle prestazioni, con il risultato di causare un pericoloso fenomeno di migrazione sanitaria. Il conto delle prestazioni sanitarie in ospedali al di fuori della Basilicata e nei centri convenzionati è circa 67 milioni di euro l’anno. I più penalizzati sono i bambini: per ricevere cure in ambito pediatrico e adolescenziale, il 30,8 % delle famiglie lucane è costretto a cercare assistenza lontano da casa. C’è una diminuzione progressiva dei medici di famiglia in regione, da 475 nel 2019 a 435 nel 2021. Mancano infermieri, specialisti in particolari discipline (pediatri, anestesisti, psichiatri). I temi sui quali si concentra l’attenzione di Volt sono i seguenti:

  1. la mancanza di risorse per la sanità (il Governo ha ripartito le somme per il Fondo sanitario: alla Basilicata solo 14 milioni e non sono assolutamente sufficienti; la Basilicata è tra le ultime regioni nella classifica della spesa per singolo abitante);
  2. garantire a tutti i cittadini la possibilità di potersi curare nello stesso modo indipendentemente dal proprio status sociale, economico e culturale;
  3. rafforzamento della prevenzione e creazione di una rete tra ospedale e territorio;
  4. riduzione delle liste di attesa. Attraverso azioni per far fronte alla mancanza di medici e infermieri; la stabilizzazione dei precari;
  5. dimensione pubblica e universale, rafforzamento della medicina territoriale e la riorganizzazione della rete ospedaliera. Il territorio è l’ambito che parte dalla prevenzione nella comunità (sociale, sociosanitario, scuola, urbanistica e infrastrutture, etc.) e arriva alla continuità con l’ospedale.
  6. verifica del fabbisogno di prestazioni da affidare alle strutture private e della situazione dell’assistenza domiciliare ai circa 60 mila lucani non autosufficienti.
  7. L’innovazione in ambito sanitario può rappresentare la leva per la riduzione di alcuni costi (al fine di riversare le somme in altri ambiti sanitari), per supportare e abilitare la trasformazione del sistema sanitario e sociale con un utilizzo pervasivo della tecnologia e dei dati, per una reale rivoluzione digitale che crei effettivo valore.
  8. Una regione per tutti: riduzione del disagio e opportunità. Quanto possiamo pensare alla nostra comunità come una comunità in salute? Potremmo parlare con i le persone disabili e le loro famiglie per comprendere la solitudine che molti nuclei familiari vivono. Molte famiglie non sanno a chi rivolgersi, manca un punto di riferimento capace di rilevare il bisogno e indirizzare verso adeguati percorsi di presa in carico.
  9. Volt intende promuovere la costruzione di una comunità inclusiva che ha a cuore il benessere dei suoi cittadini e che investe sulla Salute di Comunità.
  10. Una regione, con i suoi paesi e le sue attività, pienamente accessibili conviene, nel senso che l’accessibilità rappresenta anche una opportunità. L’accessibilità è un tema che tocca numeri importanti di persone, se poi si pensa alle famiglie e alle situazioni di contorno si capisce bene che tutti noi una o più volte nella vita ci relazioniamo con la questione dell’accessibilità/ disabilità. Se queste persone sono più autonome, e l’autonomia delle persone è spesso determinata dalle caratteristiche dello spazio, il costo sociale diminuisce, servono minori risorse per l’assistenza. I soggetti integrati e inclusi (cioè attivi) sviluppano un comportamento positivo. Se la Pubblica Amministrazione sviluppa la capacità di immaginare che i comuni devono essere fruiti da tutti, anche le imprese che vi operano entrano in questa logica. Gli imprenditori dovrebbero domandarsi quali sono sono i loro potenziali clienti oggi e quali potrebbero essere i loro clientiu domani. Pensare che le persone che accogliamo potrebbero avere “esigenze speciali” e chiedersi quali possono essere queste esigenze è alla base di un buon servizio ed è un atteggiamento, un attitudine che innalza sempre il livello della qualità della vita di tutti.
  11. Prevenzione e sport. Il sistema sociosanitario integrato deve essere in grado di operare per agevolare le azioni e gli stili di vita che promuovono salute e per garantire l’accesso di tutti i cittadini a cure e servizi appropriati ed efficaci. Con la diffusione dell’attività sportiva si costruiscono le fondamenta civili e culturali della vita collettiva, a partire dal coinvolgimento delle giovani generazioni. Pratica sportiva e attività motoria sono una risposta alle esigenze personali di natura salutistica e al desiderio di curare passioni e piaceri. Inoltre l’attività fisica
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